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Accordi quadro: ne vale la pena!


Intervista a Raffaella Pullano, Dirigente Responsabile U.O. Programmazione, Monitoraggio e Controllo dei Contratti di Servizi Dipartimento Innovazione Tecnologica di Roma Capitale

Roma Capitale utilizza ormai da anni gli strumenti del Programma per la razionalizzazione degli acquisti: Convenzioni e Mercato Elettronico della P.A., ma anche gli Accordi quadro. Quale è stata la vostra esperienza con l’Accordo quadro per i Servizi applicativi?

L’Accordo Quadro è stato utilizzato dal nostro Dipartimento a partire dal mese successivo - luglio 2016 - alla sua aggiudicazione.

Abbiamo predisposto in meno di un mese la documentazione di gara, escludendo il Capitolato Tecnico su cui lavoravamo già da tempo.

Abbiamo avuto il massimo supporto dal team di Consip, preposto alla gestione della piattaforma, che ci ha chiarito man mano tutti i dubbi e supportato fornendoci anche schemi già predisposti per RdO, Schema di Contratto, ecc.

La formulazione dei servizi e dei mix di risorse per servizio, una volta compreso il contesto, è stata relativamente semplice, così come lo svolgimento delle fasi della gara, dalla pubblicazione della documentazione alla gestione delle attività della Commissione.

Abbiamo avuto solo qualche difficoltà iniziale nella predisposizione della base d’asta e qualche problema, oggi risolto, con la pubblicazione, sulla piattaforma, dei punteggi tecnici (quelli della Commissione più quelli ereditati dall’AQ, tutti riparametrati).

Dopo il primo Appalto Specifico, oggi gara aggiudicata, ne sono seguiti altri tre nel giro di pochi mesi e, allo stato dell’arte, sono tutti aggiudicati provvisoriamente, in fase di verifica di anomalia.



Quali sono, secondo lei, i principali vantaggi dell’Accordo quadro, in termini di facilità d’uso, tempi di svolgimento e di risultati economici, anche paragonandolo a una procedura tradizionale?

L’iter di gara, una volta comprese le modalità, è risultato veloce: mediamente 4-5 mesi dalla pubblicazione all’aggiudicazione provvisoria su piattaforma, considerando anche i tempi non proprio contenuti, di nomina delle Commissioni. Purtroppo i tempi complessivi rimangono lunghi per problemi di varia natura, non certo imputabili all’uso della piattaforma, come tempi di Commissione, controlli prima dell’aggiudicazione definitiva, lungo procedimento di verifica anomalia, approvazioni a vari livelli, ecc. La procedura tradizionale richiede sicuramente tempi molto più significativi, non solo per l’iter di gara e per i tempi di aggiudicazione (vedi solo risparmio di tempo dovuto al mancato obbligo, nel caso di Accordi Quadro, dello stand still period), ma anche in relazione alla redazione della documentazione che risulta molto più complessa e che richiede più ricicli tra il nostro Dipartimento, la Ragioneria e il Segretariato che opera come Stazione Appaltante.

Inoltre, si rileva un grande risparmio anche dei costi di pubblicazione sulle Gazzette che, in caso di proroghe, raddoppiano, triplicano.

Nel caso di AQ – Servizi Applicativi, abbiamo concesso proroghe attraverso delle semplici comunicazioni sulla piattaforma.

Pertanto, sommando ore/persona (anche se non è applicabile nella P.A.) di produzione documentazione e gestione iter di gara, nonché i costi vivi, direi che il risparmio è palese.



Che consiglio dareste a un’Amministrazione che voglia utilizzare per la prima volta lo strumento dell’Accordo quadro in generale e quello dei Servizi Applicativi in particolare?

Direi che ... ne vale la pena!

Superato lo choc iniziale di riportare a fattor comune l’iter di gara tradizionale con l’iter semplificato sulla piattaforma, è senza dubbio conveniente procedere con quest’ultimo.

Se a questo aggiungiamo “l’obbligo di legge” di utilizzare le piattaforme elettroniche, a meno di casi particolari dove, per procedere, è necessario anche il benestare dell’ANAC, non penso sia conveniente scegliere altre strade.

In merito allo specifico AQ - Servizi Applicativi, al nostro Dipartimento è stato utile anche perché ci ha “costretti” a standardizzare i nostri servizi. Oggi la Direzione Tecnica ha la piena coscienza di cosa si debba intendere per: “gestione applicativa”, “manutenzione adeguativa”, ecc. Significa chiamare le cose con lo stesso nome indipendentemente dal contesto funzionale. E questo ci sta portando anche verso una standardizzazione del governo dei contratti.



Ritornando, invece, al Mercato Elettronico della P.A., ci vuole raccontare un’esperienza per voi significativa nell’ambito delle Richieste di Offerta del Mercato Elettronico?

Il mio collega Responsabile delle Infrastrutture e Telecomunicazioni di Roma Capitale utilizza da anni le varie Convenzioni per le reti e la telefonia, traendone grande vantaggio in termini di semplificazione dell’approvvigionamento ma, soprattutto, in termini di iter amministrativo interno.

Io ho avuto qualche esperienza sia diretta (ho acquistato dei pacchetti di prodotti e servizi già disponibili su MePA) sia come presidente di Commissione di una gara per l’approvvigionamento di servizi di Fleet Management). In entrambi i casi, sempre dopo aver compreso il funzionamento, l’iter è stato semplice. Ho trovato più complesso l’uso del bando MePA ICT 2009, in quanto molto meno strutturato.



Uno sguardo al futuro. Quali sono le prossime attività programmate per i vostri approvvigionamenti?

Abbiamo tre gare da bandire a breve, sempre su significativi Servizi Applicativi, e stiamo aspettando di capire l’eventuale convenienza nell’uso della nuova Convenzione SGI (Sistemi Gestionali Integrati) - realizzata da Consip nell’ambito delle iniziative a supporto dell’Agenda digitale Italiana - di imminente approvazione.

In conclusione, direi che abbiamo da tempo imboccato la strada dell’e-procurement e non abbiamo alcuna intenzione, a prescindere da ogni obbligo normativo, di tornare indietro.


Vuoi raccontare la tua esperienza? Scrivi a redazione.portale@consip.it