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FAQ per le Imprese - Il Mercato Elettronico

 

 Cos’è il Mercato Elettronico della P.A.?

Il Mercato Elettronico della P.A. (MePA) è un mercato digitale dove possono essere effettuate negoziazioni dirette, veloci e trasparenti per acquisti sotto la soglia comunitaria.
Si tratta di un vero e proprio mercato elettronico di tipo selettivo in cui i fornitori che hanno ottenuto l'abilitazione offrono i propri beni e servizi direttamente on-line; i compratori registrati (le Pubbliche Amministrazioni) possono consultare il catalogo delle offerte ed emettere direttamente ordini d'acquisto o richieste d'offerta.

 

 Cosa devo fare per vendere sul Mercato Elettronico della P.A.?

Primo requisito per accedere al MePA è che il bene/servizio che si intende vendere sia previsto tra i beni / servizi negoziabili sul MePA.
Per effettuare detta verifica, l’impresa può accedere alla Vetrina dei Bandi del Mercato Elettronico. In vetrina sono elencati tutti i Bandi, attivi alla data della consultazione, per le diverse categorie merceologiche.
Individuato il bando di interesse, può consultare e scaricare la relativa documentazione. Nel capitolato tecnico relativo è presente l’elenco dei beni / servizi negoziabili attraverso lo specifico Bando. Verificata la presenza del prodotto di interesse in uno dei Bandi MePA, l’impresa deve procedere con la richiesta di abilitazione al bando individuato.

 

 I vincoli di ricorso al MePA si applicano a tutti gli acquisti sottosoglia indipendentemente dal loro importo?

Si, in quanto la norma nel disciplinare l'accesso al MePA non prevede ulteriori limiti. D'altro canto però l'acquisto sul MePA è possibile solo nel rispetto dell'Importo Minimo di Consegna regolamentato all'interno di ogni Bando. L'importo minimo di consegna è la soglia che vincola il fornitore ad accettare un Ordine Diretto per i beni / servizi da lui offerti a catalogo e ad effettuarne la consegna, alle condizioni tecnico ed economiche di volta in volta previste (ad es. spese di trasporto sempre incluse, installazione, etc..). Al di sotto di detto importo quindi, per il fornitore non c'è obbligo ma facoltà di accettare l'ordine diretto.

 

 Posso abilitarmi al MePA se i prodotti/servizi offerti dalla mia Impresa non sono presenti in nessun bando di abilitazione al MePA?

No. L’Abilitazione al MePA è possibile esclusivamente nel caso in cui il bene / servizio che si intende vendere sia previsto tra i beni / servizi negoziabili sul MePA, ossia sia previsto nel Capitolato Tecnico di uno dei Bandi di abilitazione del Mercato Elettronico.

Se la tipologia di bene / servizio non è prevista in nessuno dei Bandi del Mercato Elettronico, il bene / servizio di interesse non è negoziabile in alcun modo sul MePA.

 

 Nel caso in cui nell’impresa ci siano i Legali rappresentanti con firma congiunta, qual è la modalità per effettuare l’abilitazione al MePA?

L’impresa può procedere all’abilitazione utilizzando la funzionalità “gestione utenti”. Questa funzionalità permette di gestire / modificare i dati relativi agli utenti autorizzati a compilare la procedura di abilitazione. In particolare per sottoporre la domanda di abilitazione in forma congiunta è necessario che entrambi i Legali rappresentanti siano registrati al Portale e in possesso della firma digitale.

 

È possibile acquistare un servizio tramite MePA? Come è possibile per il fornitore formulare l'offerta?

Si, alcuni servizi sono acquistabili tramite MePA.

La definizione dell'offerta, nel caso dei servizi, si ottiene in base al prezzo x unità di misura x durata del contratto (es. per Servizi di igiene ambientale, prezzo al metro quadro per 1 anno).

 

È possibile per il fornitore prevedere a catalogo prezzi diversi per quantità diverse di uno stesso bene (offerte / sconti su grandi quantità)?

Si, è possibile per il fornitore prevedere a catalogo più righe per uno stesso bene offerto a condizioni economiche differenti modulate in base alla quantità acquistata (campo del catalogo "Lotto minimo per unità di misura", quantitativo minimo di acquisto da rispettare nell'inserimento dell'ordine). Ad es. nel caso in cui il fornitore voglia applicare uno sconto per l'acquisto di 1.000 pezzi di un prodotto, sul catalogo il bene sarà presente con due diverse offerte: la prima riporterà il prezzo riferito all'acquisto del bene con un determinato quantitativo minimo, la seconda con un prezzo differente e una quantità minima prevista pari a 1.000.

 

L'offerta contenuta nel catalogo dei beni e dei servizi del Mercato Elettronico è sempre vincolante per i fornitori?

Il catalogo contiene tutti gli elementi essenziali per la conclusione del contratto e ha l'efficacia di un'offerta al pubblico rivolta ai soggetti aggiudicatori, ai sensi dell'art. 1336 del Codice Civile. L'offerta a catalogo dunque è sempre vincolante per il fornitore tranne nei seguenti casi, previsti dall'art.49, comma 4 delle Regole del Sistema di e-procurement:

  • Ordini diretti che abbiano ad oggetto quantitativi di beni / servizi inferiori al lotto minimo indicato a catalogo
  • Ordini diretti che abbiano ad oggetto quantitativi di beni / servizi inferiori all'Importo Minimo di Consegna
  • Ordini diretti che richiedano la consegna dei beni o l'esecuzione dei servizi in un'area geografica diversa da quella prevista dal fornitore

Nei casi sopra citati, il fornitore ha la facoltà di accettare ugualmente l'ordine.

 

Un fornitore può rifiutare l’ordine di un’Amministrazione?

Per il fornitore è possibile rifiutare l’ordine esclusivamente nelle ipotesi previste dalle Regole del Sistema.
Innanzitutto, come previsto dall’art. 49 comma 3 delle “Regole del Sistema”, la validità e l’efficacia degli ordini delle Amministrazioni sono subordinati al rispetto delle condizioni contenute nel catalogo, tra cui, in particolare, il lotto minimo di beni / servizi che possono essere ordinati, l’Importo Minimo di Consegna, l’area di consegna e l’eventuale Disponibilità Minima Garantita di beni / servizi acquistabili sul Mercato Elettronico, nonché l’ipotesi di ordine diretto non eccedente le 100 righe.

Inoltre, come previsto dall’art. 49 comma 5 delle “Regole del Sistema”, “Nel caso in cui l'Ordine sia inviato da un Punto Ordinante di un Soggetto Aggiudicatore che sia inadempiente nei confronti del Fornitore relativamente ad obblighi di pagamento dovuti in forza di contratti precedentemente stipulati tra le medesime parti, il Fornitore ha la facoltà di respingere l'Ordine ricevuto entro il quarto giorno solare successivo al ricevimento dell'Ordine, dandone apposita comunicazione al Punto Ordinante. Tale comunicazione dovrà avvenire a mezzo di documento elettronico sottoscritto con Firma Digitale dal Fornitore e inviato al Punto Ordinante a mezzo di Posta Elettronica Certificata. In tal caso nessun contratto si considererà stipulato tra le Parti. Nel caso in cui, il Fornitore non provveda a tale comunicazione secondo i termini e le modalità sopra indicati, il contratto sarà da ritenere regolarmente concluso ed efficace tra le parti.”

 

Gli ordini diretti e le Richieste di offerta del MePA sono esenti dall’applicazione delle marche da bollo?

L’Agenzia delle Entrate, in risposta alle istanze di interpello formulate da Consip S.p.A., in riferimento alla Richiesta di offerta e all’ordine diretto d’acquisto effettuati sul Mercato Elettronico della P.A., e attraverso la Risoluzione n. 96/E del16 dicembre 2013 – disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate -  ha precisato che:

  • il documento di accettazione firmato dal PO contiene tutti i dati essenziali del contratto: amministrazione aggiudicatrice, fornitore aggiudicatario, oggetto della fornitura, dati identificativi, tecnici ed economici dell'oggetto offerto, informazioni per la consegna e fatturazione ecc. e, pertanto tale documento di accettazione dell’offerta deve essere assoggettato ad imposta di bollo ai sensi dell'articolo 2 della tariffa, Parte Prima allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642;
  • le offerte presentate dagli operatori che non sono seguite dall'accettazione da parte della Pubblica Amministrazione non sono, invece, rilevanti ai fini dell'applicazione dell'imposta di bollo. Si tratta, infatti, di mere proposte contrattuali… che non producono effetti giuridici qualora non seguite dall'accettazione;
  • le disposizioni di cui all’art. 2 della Tariffa, Parte Prima, allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642, si applicano anche alle scritture private redatte per concludere contratti attraverso la procedura denominata “Ordine Diretto”;
  • ai sensi dell’art.8 del D.P.R.26 ottobre 1972, n. 642, nei rapporti con lo Stato l’imposta di bollo, quando dovuta, è a carico dell’altra parte, nonostante qualunque patto contrario. Pertanto, nel caso in cui il punto ordinante sia un’Amministrazione dello Stato, l’imposta di bollo è a carico esclusivamente dei fornitori;
  • l’imposta di bollo sui documenti di accettazione e di ordine diretto per l’approvvigionamento di beni e servizi scambiati tra enti e fornitori all’interno del MePA può essere assolta con le modalità previste dall’art. 15 D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642 ovvero assolta in base alle modalità individuate dalla lettera a) dell’art. 3 D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642 e cioè mediante versamento all’intermediario convenzionato con l’Agenzia delle Entrate che rilascia apposito contrassegno. In alternativa alle modalità di cui all’art. 15 D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642 e al pagamento per mezzo del contrassegno è possibile utilizzare le modalità di assolvimento dell’imposta di bollo sui documenti informatici di cui all’art. 7 del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 23 gennaio 2004. Tali modalità sono illustrate nella circolare n.36 del 2006 (consultabile sul sito www.agenziaentrate.gov.it alla quale si rinvia).

Per completezza, si evidenzia, infine, che l’art. 139, D.P.R. n. 207/2010, (rubricato “Spese di contratto, di registro e accessorie a carico dell'affidatario”) dispone che “Sono a carico dell'affidatario tutte le spese di bollo e registro, della copia del contratto e dei documenti e disegni di progetto….”.

Quanto sopra è coerente con le Condizioni generali allegate ai bandi MePA, nelle quali, con riferimento dell’Ordine diretto, è previsto che “L’imposta di bollo e di registro del Contratto eventualmente dovute sono da intendersi incluse nel prezzo e restano, pertanto, a carico del Fornitore. Relativamente all'imposta di bollo, eventualmente dovuta in caso di Ordine Diretto, l’onere per le prime 100 righe dell’Ordine stesso è da intendersi incluso nel prezzo. Il Fornitore ha la facoltà di rifiutare Ordini Diretti eccedenti le 100 righe, salvo il caso in cui il medesimo Fornitore intenda ugualmente dare corso all’Ordine. Il Fornitore è tenuto, comunque, a dare comunicazione al Punto Ordinante dell’eventuale rifiuto dell’Ordine Diretto, eccedente le 100 righe entro i due giorni solari successivi dal ricevimento dello stesso a mezzo di documento elettronico firmato digitalmente e inviato a mezzo di Posta Elettronica Certificata al Punto Ordinante. In caso di determinazione forfetaria dell’eventuale imposta di bollo per l’Ordine Diretto, questa sarà a carico del Fornitore”.

Con riferimento alla Richiesta di offerta (RDO) non è prevista una specifica disciplina perché, il Contratto di fornitura dei beni e/o servizi, composto dall’Offerta del Fornitore prescelto e dal Documento di Accettazione generato dal Sistema, si intende validamente perfezionato nel momento in cui il “Documento di Accettazione” firmato digitalmente viene caricato a Sistema. Pertanto, la disciplina dell'imposta di bollo seguirà quanto previsto dall’Allegato A – Tariffa Parte Prima del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642.

Le imprese estere possono registrarsi e successivamente abilitarsi al MePA?

Le imprese estere possono registrarsi e successivamente abilitarsi al MePA.

Fanno eccezione gli operatori economici aventi sede, residenza o domicilio nei Paesi inseriti nelle black list di cui al D.M. 4 maggio 1999 e al D.M. 21 novembre 2001. Per tali operatori la registrazione è possibile solo se in possesso dell’autorizzazione rilasciata ai sensi del D.M. 14 dicembre 2010.